CAMPO ANPAS TOLENTINO

26 NOVEMBRE - 3 DICEMBRE 2016

TOLENTINO – Provincia di Macerata –  26 novembre – 03 Dicembre 2016

Tra agosto 2016 e gennaio 2017 le province di Rieti, Ascoli Piceno, Perugia e Macerata sono state colpite da forti scosse sismiche. La più intensa e devastante è stata quella del 30 ottobre 2016,di magnitudo 6,5 con epicentro tra i comuni di Norcia e Preci in provincia di Perugia.

Questi eventi hanno causato 41.000 sfollati, 388 feriti e 303 morti.

La macchina dei soccorsi(anche se sarebbe meglio parlare di “gli uomini dei soccorsi”) è stata attivata sin dalle prime ore. Unità di soccorso sanitario, cinofilo, speleologico, vigili del fuoco, polizia, esercito italiano e protezione civile sono arrivate da tutte le regioni d’Italia per offrire il loro supporto.
Il sistema di emergenza messo in campo da ANPAS Nazionale ha attivato anche la nostra associazione.

Nei primi giorni di novembre 2016, il nostro presidente Bruno Cocchetti ha quindi chiesto a tutti gli associati chi fosse stato disponibile a portare il proprio aiuto laddove ci fosse stata necessità e in tutte le mansioni richieste dalla gestione dell’emergenza. La destinazione era ignota, così come il lavoro da svolgere. Sapevamo soltanto che c’era bisogno di braccia, di mani, di teste, di sorrisi e di cuore. Sapevamo soltanto che c’erano persone come noi, uomini, donne, bambini, anziani che stavano soffrendo.

Il 19 novembre 2016 ci viene confermata l’attivazione, e in ordine di risposta il presidente crea la squadra: “Armido, Aldo, Alberto, Anna e Marco siete stati attivati, la partenza è prevista per il 25 novembre. Siete destinati al campo Anpas di Tolentino, è un campo provvisto di tende per i volontari, una tensostruttura che funge da sala da pranzo, cucine da campo, docce, bagni, container e un centro commerciale convertito in dormitorio che ospita 300 sfollati. Dovrete gestire campo, cucine e sala da pranzo per queste persone. Ragazzi, farà freddo, munitevi di sacco a pelo, coperte, vestiti pesanti e tutti i dpi necessari.”

Il 26 novembre alle 6.00 circa arriviamo a Tolentino, piccolo borgo marchigiano a metà tra montagna e mare di circa 20.000 abitanti. Raggiungiamo il campo e ci intrufoliamo nelle tende, nelle cucine e in tutte le strutture ove fosse possibile curiosare, apprendere cosa fare e come farlo.

 Alle ore 10:00 veniamo ufficialmente accolti ed assegnati al campo. Vengono distribuite le mansioni e…ACCIDENTI! Sono le 10:00 e bisogna preparare il pranzo per 300 persone!

Veniamo reclutati in cucina ed in sala pranzo e ci sentivamo pronti! Tra di noi c’era chi aveva fatto il cameriere nei fine settimana o alle feste di paese. Cosa vuoi che sia servire un pasto? Sbagliavamo: i clienti di quella grande tenda non erano persone felici di uscire fuori a cena, erano persone tristi, arrabbiate, in stato di shock, smarrite…

Ci sono stati momenti di smarrimento, abbiamo cercato conforto e confronto tra di noi. Lo abbiamo trovato nella grande squadra che stavamo costruendo formata da persone provenienti dalla Toscana, dal Veneto, dalla Liguria e dalla Campania, tutti volontari e tutti soccorritori.

 Il primo giorno è stata una doccia fredda per tutti i componenti del gruppo. Qualcuno di noi aveva già prestato servizio in altri campi e aveva qualche conoscenza in più, ma ogni campo è diverso, ogni gruppo è diverso ed ogni volta bisogna costruire da zero.

Nei giorni successivi l’organizzazione si è consolidata e svolgevamo i nostri compiti con tenacia e passione. La giornata iniziava alle 5:30 di mattina, con la preparazione delle colazioni, e terminava alle 23:30, con la pulizia della grande tensostruttura dopo la cena.

I nostri “clienti” hanno imparato a conoscerci e noi abbiamo imparato a metterci ancor più sorrisi, cuore, qualche battuta, carezze e abbracci oltre al piatto caldo ad ogni costo!

Durante la prima settimana, oltre alla cucina abbiamo allestito una classe per l’istruzione materna, organizzato e seguito attività con i bambini nel campo, così è nata una grande seconda Orange Family. Inutile dire che, con così tanti impegni, la settimana è davvero volata.

Abbiamo prestato il nostro servizio fino al 3 dicembre 2016 e l’ultimo giorno, l’ultimo pasto è stato molto emozionante.

Eravamo stanchi e provati, sia dal punto di vista fisico che psicologico, e con tanta voglia di tornare a casa, tra l’affetto dei nostri cari, fare una doccia calda, dormire in un letto vero (nel nostro letto!); eppure tante lacrime son state versate, da noi e dai nostri “clienti”.

La sera dell’ultima cena servita dal nostro contingente a Tolentino, nessuno, al termine della cena, si era alzato dalle panche, nessuno aveva lasciato la tenda al termine della cena!!! Ci chiedevamo: “ma cosa c’è che non va? Perché non vanno via come sempre? Perché non vanno a letto? La cena non andava bene?”. Poco dopo abbiamo capito. Uno di noi si è avvicinato al tavolo di una famiglia al quale era affezionato. Ha chiesto se desideravano ancora qualcosa e se la cena servita andava bene, gli hanno risposto: “ci mancherete.”. Ci hanno voluti tutti uniti in sala per abbracciarci con un bellissimo applauso, i bambini hanno ballato e cantato insieme a noi fino a tardi, ci siamo abbracciati tutti, insieme per un’ultima volta, ci siamo nutriti di amore, rispetto, affetto e speranza, speranza per un futuro migliore.

Qualcosa era cambiato dentro tutti noi ed abbiamo appreso la lezione più bella della vita: l’importante non è quanto fai ma quanto amore ci metti nel farlo.

Racconto di Anna Fattoruso e Alberto Zanolini